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domenica 13 aprile 2014

NON c'è PACE SENZA GIUSTIZIA. NO al Dialogo con Maduro.


Il primo incontro del "Dialogo di Pace", tenuto il passato 11/04/2014, voluto dall’UNASUR, con la partecipazione del Nuncio apostolico -Aldo Giordano- come rappresentante del vaticano e promosso da tutta la comunità internazionale, quello in cui alcuni ingenui avevano messo delle speranze di miglioramento della situazione del paese, non è risultato altro che un fallace spettacolo televisivo di mezzetinte, una deplorevole dichiarazione di conformismo e rassegnazione da parte della MUD (Tavolo dell’Unità Democratica), organizzazione che fino un anno fa conservava ancora una posizione rispettabile nel rappresentare la coalizione dell’opposizione, fino al giorno in cui il leader ed ex candidato alla presidenza della repubblica, Henrique Capriles Radonky, dopo le elezioni del 14/04/2013 decise di mollare le migliaia di denuncie provate della frode elettorale e il sollecito di una verifica a mestiere dell’intero processo elettorale per confermare la validità di un Consiglio Nazionale Elettorale parzializzato e corrotto come istituzione e di accettare i risultati pubblicati come veritieri, pensando così di poter risparmiare un po’ di sangue dalle strade e dalla propria coscienza.

la stretta di mano tra Maduro e Capriles per assicurare lo scatto
che doveva girare il mondo in segno di un'accordo
Forse Capriles non è un venduto come tanti pensano, a me sembra piuttosto uno che sogna con un dialogo democratico, volendo coprire il sole con un dito, perche in Venezuela di democrazia nel governo è rimasta soltanto quella apparenza forzata che cercano disperatamente di mantenere con questi spettacoli dove Maduro e i suoi camaradas si giocano ogni giorno la complicità che fino ad oggi li hanno brindato generosamente i presidenti delle nazioni vicine in cambio soltanto di costosi regali, finanziamento di campagne politiche e di petrolio e più petrolio a prezzo di “amicizia” e con comodissime forme di pago …mentre nel retroscena, ovvero le strade e piazze venezuelane avviene la dinamica che non può essere coperta dai telegiornali nazionali, che sono tutti censurati, quella che noi venezuelani stiamo cercando di far arrivare ad ogni angolo del pianeta grazie alle reti sociali, dove i veri protagonisti sono in tanti: studenti, società civile, famiglie e anche uomini e donne della politica che hanno scelto di scendere e lottare pacificamente contro un governo totalitario e dittatoriale, per difendere i propri valori e ideali, con il desiderio di riscattare al proprio paese dal sequestro cubano, rischiando così la propria libertà e la vita.


In un dialogo coerente e sensato doveva essere trattato l’argomento delle torture, documentato con il sostegno del Foro Penale Venezuelano e di Amnesty International.

  
Amnesty Internacional Rapporto sul Venezuela /01/04/2014

Dovevano essere portati a Miraflores i casi di repressione e omicidi, come quello dei assassini di Basil Da Costa, pienamente identificati in video lo stesso 12 aprile, data della morte del ragazzo; o il crudele caso di Geraldine Moreno, assassinata, sparata direttamente in faccia; si sono dimenticati di José Mendez, investito da un fuoristrada di PDVSA, essendo il suo assassino identificato e libero; e della funzionaria della Guardia Nazionale Bolivariana, anche lei libera dopo di essere identificata con i video che provano le brutali aggressioni compite con un casco contro Marvinia Jimenez; nessuno ha parlato del violentamento con un fusile a Juan Carrasco o del caso forse più crudele di tutti, la giornalista incinta, Adriana Urquiola, tra altri casi con colpevoli riconosciuti e confessi.

Si sono dimenticati dell’oppressione del regime cubano, dei fratelli Castro, nessuno ha pronunciato parola sull’Avana, i militari o la sovranità.

 Le dichiarazioni di Machado, Ledezma ed Smolanky riguardo al "Dialogo di Pace"
Altri argomenti tralasciati sono stati gli attacchi dei collettivi armati al quartiere Los Ruices, o alle finestre e palazzi del 23 de Enero, La Isabellica in Valencia, Caricuao o Petare, Palaima o La Paragua a Maracaibo, i delitti di lesa umanità, la repressione, la tirannia e il narcostato… come mai se sono proprio questi i motivi che continuano a fare da combustibile per le proteste?

Questi scarsissimi rappresentanti dell’opposizione scelti a dito e convenienza per partecipare in questa farsa si sono ressi partecipi per negoziare semplicemente un'infida stabilità, e qualche carico tra il Consiglio Nazionale Elettorale e il Tribunale Supremo di Giustizia, il tutto in cambio di lavare la faccia al Governo davanti agli occhi della comunità internazionale che cominciava ad annunciare provvedimenti seri, quelli che si prendono di solito contro le dittature crudeli e repressive, quelle che calpestano i diritti umani come la dittatura di Maduro. Nel frattempo però, i venezuelani non possono aspettare, non possono affidare il proprio destino ai dialoghi tra questi rappresentanti che poco ci rappresentano.
Si cerca urgentemente... "l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità... Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d'intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!" 
Inmanuele Kant

La lotta è per le strade, chi si stanca perde!


Redazione: @srl2

lunedì 24 marzo 2014

Caracas, una donna incinta uccisa vicino alle barricate della protesta

Un'interprete dei segni è morta mentre si trovava non lontano da un raduno di manifestanti anti-governativi

Lucio Di Marzo - Lun, 24/03/2014

Adriana Urquiola di 28 anni, interprete del lenguaggio dei segni dell'emissione meridiana del TG Venevision, uccissa la notte di questa domenica di un colpo alla testa nel quartiere "Los Nuevos Teques", informa la polizia regionale di Miranda.

La donna, incinta di tre mesi, si trovava vicino alle barricate erette dai manifestanti che protestano contro il governo, quando sono stati attaccati a colpi di arma provenienti da un fuori strada nero dove presuntamentamente viaggiavano rappresentanti dei collettivi paramilittari del regime di Maduro.

La 28enne Adriana Urqiola stava viaggiando su un bus. Sarebbe scesa a causa del traffico causato dalle barricate dei manifestanti. Il leader dell'opposizione Henrique Capriles ha spiegato via twitter che "non partecipava alla protesta". Accanto a lei un'altra giovane, Rosalba Perez Ibanez, ferita a un braccio.

In Venezuela si susseguono da febbraio le proteste contro Nicolas Maduro, che finora avrebbero provocato 33 morti e centinaia di feriti.

Il sindaco Fernando Garces e il presidente della coorporazione di servizi regionali Elias Jaua, entrambi rappresentanti del regime, vogliono responsabilizzare della morte della giovane al gruppo di opositori che avevano chiuso la strada come parte della protesta, ma tra di loro non hanno trovato armi, invece i colpi da arma di fuoco provengono dal veicolo con membri dei collettivi paramilitari, conformati da violenti delinquenti capaci di ogni cosa in nome del regime perché da loro ricevono stipendio, armamento e protezione.


Che la sua anima e quella dell'angelo che portaba in grembo possano riposare in pace.


Venezuela arrestati e condannati a 10 mesi di carcere gli italovenezuelani Scarano e Lucchese

Venerdì 21 marzo 2014
Caracas (Venezuela) - Un San Giuseppe molto amaro per oltre un milione di italiani ed italo-venezuelani che vivono in Venezuela, nel giorno in cui in Italia si festeggia il papà, due noti e  amati compatrioti, che ricoprono o per meglio dire ricoprivano incarichi pubblici in Venezuela, sono stati arrestati dalla polizia politica venezuelana il Sebin: il Sindaco di San Diego, Enzo Scarano, e il Direttore della Polizia dello Stesso Comune, Salvatore Lucchese, ambedue con doppia nazionalità (venezolana e italiana), sono stati condannati dal “Tribunal Supremo de Justicia” a 10 mesi di carcere per aver permesso che fossero innalzate le barricate durante le proteste antigovernative delle scorse settimane.
10 mesi e 15 giorni di reclusione nel carcere militare di Ramo Verde e destituzione dalla carica di Sindaco. Ecco, questi sono i provvedimenti presi dal “Tribunal Supremo de Justicia” nei confronti del primo cittadino di San Diego, l’italo-venezuelano Enzo Scarano. La sentenza è stata letta dalla magistrato Gladys María Gutiérrez Alvarado. Il connazionale è stato accusato di non aver seguito le disposizioni del TSJ e aver permesso che fossero innalzate barricate, durante le proteste antigovernative delle scorse settimane che il più delle volte si sono concluse con violenti scontri tra manifestanti e Forze dell’Ordine.
Salvatore Lucchese, era il direttore della Polizia del Comune di San Diego. Anche per Lucchese, che come il Sindaco Enzo Scarano dovrà scontare la pena di 10 mesi e 15 giorni nelcarcere militare di Ramo Verde,  l’accusa è di aver disobbedito alle indicazioni date dal “TSJ”.
Enzo Saraceno, Sindaco di San Diego
Chi sono questi due nostri connazionali e come sono arrivati ad incarichi pubblici di così alto livello nella loro città.
Enzo Scarano, oriundo di Nocera Inferiore in provincia di Salerno, cresciuto in Venezuela, è un noto imprenditore, molto attivo nella nostra Comunità Italo-venezuelana, per anni è stato Presidente del Club Italo (Centro Italo Venezuelano) di Valencia, ed ex  Vice presidente del FAIV - Federazione delle Associazioni Italo Venezuelane.
Salvatore Lucchese - Direttore della Polizia del Comune di San Diego
Salvatore Lucchese è nato a Salerno ed è arrivato in Venezuela molto piccolo assieme ai genitori, era il direttore della Polizia del Comune di San Diego sino al 19 marzo sera.
"Il caso dell’amico Enzo Scarano ci ha toccato particolarmente, non solamente per essere amico e connazionale, - mi dice Mariano Palazzo Presidente del FAIV -  ma anche perché tutti sappiamo con quanto impegno ha svolto il suo compito di “Alcalde del Municipio San Diego” al punto che rappresenta un orgoglio per la Comunità italiana che, a prescindere dal colore politico, apprezza il lavoro di un italiano, in e per il Venezuela".
Il Faiv in twitter esprime la sua solidarietà: 
FAIV manifiesta su cercanía y solidaridad con  ex vice presidente de nuestra institución.
La Console d'Italia di Caracas, Jessica Cupellini, con cui ho parlato al telefono l'altra sera,  mi ha confermato che sia Scarano che Lucchese hanno passaporto italiano e, quindi, godono della doppia nazionalità. Mi ha anche detto che, “è stata inoltrata la richiesta per la visita consolare per i due connazionali” e assicurato anche l’interessamento della nostra Ambasciata. 
Dei due nostri compatrioti si sta occupando anche l'Avvocato Alfredo Romero del Foro Penal de Venezuela, un organismo non governativo per la difesa dei Diritti Umani.
A San Diego, il piccolo comune dello Stato Carabobo, che ha come Capitale Valencia, dove è sindaco un altro nostro compatriota Michele Cocciola, non sono mancate manifestazioni di solidarietà nei confronti del Sindaco e della sua famiglia. La Giunta comunale, dopo una lunga e travagliata riunione, ha nominato Sindaco provvisorio Pablo Antonio Dominguez.
Mentre da parte governativa, Sandra Oblitas, esponente del Consiglio Nazionale Elettorale, ha dichiarato che prossimamente si provvederà a stabilire una data per indire nuove elezioni nel Comune di San Diego.
Il ministro degli Interni del Governo Maduro, Rodriguez Torres, nel commentare la sentenza del “TSJ” contro il Sindaco dell'opposizione di San Diego, ha dichiarato che “tutti i venezuelani hanno diritto a manifestare ed a protestare in maniera pacifica”. E ha aggiunto:
- E’ importante che si sappia che gli organismi dello Stato, in questo caso il Governo, agiscono in difesa dei diritti della maggioranza e non per proteggere quelli di un piccolo gruppo; un gruppetto che con la scusa del diritto alla protesta abusa, crea disagi al resto dei cittadini e cerca di creare problemi di governabilità  all’Esecutivo.
CRISI VENEZUELANA
La crisi politica scoppiata in Venezuela il 12 febbraio, quando le proteste anti-governative di studenti e forze politiche dell'opposizione, nate per chiedere al Governo Maduro più sicurezza, una diversa politica economica e un ripensamento al modello castro-comunista, a fronte di una carenza di alimenti di prima neccessità: latte, zucchero, farina, pane,ecc... medicine ecc...  sino a chiedere la rinuncia dello stesso Maduro. Le manifestazioni sono state represse da parte delle forze di sicurezza e di civili armati (Los Colectivos), gli scontri giornalieri che hanno prodotto - secondo i dati ufficiali - 31 morti 461 feriti e 1.854 arrestati.Dal 12 febbraio, gli oppositori del governo ed i sostenitori hanno marciato quasi quotidianamente con reciproche accuse, perché l'opposizione chiede la liberazione dei detenuti, il disarmo dei gruppi filo-governativi e porre fine alla repressione, e denuncia 40 casi di tortura documentata. Dall'altra parte l'accusa di Golpe fascista.L'instabilità in Venezuela ha portato i suoi vicini regionali a riunirsi per trovare una soluzione. L'Organizzazione degli Stati Americani ( OAS ) fa appello al dialogo, anche se Panama aveva chiesto misure efficaci, cosa che ha portato il Venezuela a rompere le relazioni bilaterali .L'Unione delle nazioni sudamericane (UNASUR) ha fatto un passo ulteriore, esprimendo il suo sostegno al governo di Maduro e annunciando la creazione di un comitato composto dai ministri degli Esteri del blocco regionale per accompagnare il dialogo nel quadro della Conferenza Nazionale per la pace.
In questa situazione difficile, molti sono italiani ed italo-venezuelani, che rimangono consapevolmente o inconsapevolmente coinvolti e molti sono gli arrestati, la nostra diplomazia è sempre intervenuta direttamente, con assistenza legale ed azioni diplomatiche indirizzate ai vertici della diplomazia venezuelana. 
Ricordo anche in questa occasione i suggerimenti del nostro Ministero degli Esteri, effettuati attraverso la nostra Ambasciata e Consolato d'Italia:
Alla luce delle recenti manifestazioni di protesta, degenerate spesso in scontri violenti nella capitale e in molte altre città del Venezuela, si raccomanda la massima cautela in tutti gli spostamenti nel Paese, tenendosi lontano da ogni assembramento ed evitando, in particolare, i luoghi dove sono previsti o sono prevedibili manifestazioni di protesta, mantenendosi sempre aggiornati sugli avvenimenti in corso. Si raccomanda, in particolare, di evitare spostamenti nelle ore serali soprattutto nello Stato Tachira e nella Municipalità di Chacao di Caracas, dove i disordini sono risultati più frequenti e intensi in questi ultimi giorni.

Si consiglia di seguire sempre le raccomandazioni del sito Viaggiare Sicuri del Ministero Affari Esteri, alla voce “Venezuela” http://www.viaggiaresicuri.it/?venezuela 

Per situazioni di emergenza, é possibile rivolgersi ai Vice Consolati Onorari competenti per territorio o ai numeri di emergenza del Consolato Generale a Caracas +58 412 2200222, del Consolato di Maracaibo +58 416 6609530 e dell’Ambasciata d’Italia a Caracas +58 414 2723600.
Ricordo anche i recapiti telefonici del Foro Penal de Venezuela per i diritti umani, diretto dall'Avvocato Alfredo Romero: +58 0412 5568211 - +58 0412 5568212 @alfredoromero

Umberto Calabrese
agoramagazine.it

venerdì 21 marzo 2014

Riassunto Speciale: La protesta non sarà trasmessa in TV.

Questo post lo dedico a tutti i giornalisti italiani, che immersi nella propria ideologia politica non riescono a prendere una posizione obiettiva riguardo alla situazione venezuelana, che continuano a difendere il regime di Nicolas Maduro comandato dai Castro che priva a un popolo della propria libertà di espressione e applica una legge bavaglio ben diversa a quella che si conosce qui in Italia.

Grazie a NTN24 per questo prezioso riassunto sull'attuale situazione venezuelana, speciale da non perdere, spero possiate capirlo c'e l'opzione sottotitoli che può essere attivata su YouTube.

Parte I 

"La protesta no será televisada" 


Parte II 

"La protesta no será televisada" 


Parte III

"La protesta no será televisada" 


Concepcion Mariño
https://www.facebook.com/groups/venezolanosdemediodia/


Il Regime di Castro e le Torture a Cuba


Eccellente documentario cubano nel quale vittime delle torture del regime castrista ci offrono testimonianze sulle terribili esperienze sofferte. Questi documentari sono censurati a Cuba.
Inoltre Maria V. Garcia sopravvissuta del "remolcador" 13 marzo ci racconta in prima persona come si sono sviluppati quei successi dove 41 cubani tra loro diversi bambini sono stati uccisi. 

Elenco dei torturati 
Abel Nieves 
Orestes Perez 
Evelio Ancheta
Aurelio Hernandez
Angel Cuadra
Nelly Rojas
Gerardo Rodriguez
Jose L Fernandez
Fermin Chamizo
Luis A Chamizo
Anette Escandon
Raul Salazar
Eduardo Capote
Maritza Lugo
Reynaldo Alfaro
Maricela Pompa
Milagros Cruz
Cecilio Monteagudo

mercoledì 5 marzo 2014

442 conti correnti di funzionari rossi sono stati bloccati in Svizzera

Una indagine federale in corso ha rivelato che la banca svizzera UBS presso la sua sede in Svizzera ha congelato i 442 conti correnti di alti funzionari di PDVSA, Statale petroliera del VENEZUELA legati a Rafael Ramirez, i quali non giustificano i significativi importi di entrate nei loro rispettivi conti.

Secondo RunRun.es, il blocco di conti, raggiunge circa 7.000 milioni di euro in varie banche, e questo ha paralizzato i nervi di un grande gruppo di funzionari governativi e imprenditori del settore petrolifero nenezuelano.

Si dice che ci sono già in atto negoziazioni per definire quanto possono restituirgli se non fanno la rendicontazione della fonte dei fondi. I nomi saranno d'impatto per il lo stato visto che un settore dello stesso preme per farli pubblici, provocando una forte lite interna al governo.



Fonte: ovario2.com

#VenezuelaMuoreTuTaci




Il 12 febbraio si festeggia ogni anno, in Venezuela, la giornata della Gioventù, in ricordo degli studenti che 200 anni fa aiutarono il movimento indipendentista. Quest'anno purtroppo s’inaugura dalla stessa data una vera e propria rivolta che vede protagonisti migliaia di giovani studenti scesi in piazza per manifestare contro l’alto tasso di criminalità e la grave crisi economica in cui versa il paese Latinoamericano.
              
Manifestanti armati soltanto di striscioni e altoparlanti s’imbattono nelle autorità governative che rispondono con armi da fuoco e duri mezzi di repressione. S’innesca giorno dopo giorno un ciclo di violenza che dà come risultato ad oggi 18 morti dichiarati, centinaia di feriti e numerosi arresti in tutto paese.

I militanti di “Voluntad Popular”, partito socialdemocratico de la MUD (Mesa de la Unidad Democratica) sono stati criminalizzati: Leopoldo Lopez, leader del partito, che è stato accusato (in diretta TV dalle Istituzioni) di istigazione alla violenza, di terrorismo e cospirazione. La settimana successiva durante una manifestazione pacifica, dopo un breve discorso in cui chiamava alla pace, si è consegnato alla Guardia Nazionale. È stato condannato a 10 anni di prigione e ed rinchiuso in un carcere militare.
      
I mezzi venezuelani sono censurati e boicottati dal governo e soltanto via i social network TWITTER e FACEBOOK (#S.O.S.Venezuela, Indignados de Venezuela) sono gli unici veicoli informativi attraverso i quali costantemente vengono diffusi immagini, video e racconti che descrivono ciò che sta accadendo ovvero raccapriccianti scene di violenza che vedono coinvolti studenti arrestati e seviziati, oppositori, ma anche la Guardia Nacional, la Guardia del Pueblo, insieme a corpi speciali, “collettivi” armati, tra cui, i "tupamaros" al soldo del governo.

Il presidente Nicolás Maduro e Diosdado Cabello “presidente della Asamblea Nacional” hanno annunciato che faranno "piazza pulita" di oppositori, tutti accusati di essere finanziati dagli USA. Ma il sangue che scorre nelle strade del Venezuela ha origine nel diffuso malcontento scaturito da una condizione economica ormai insostenibile dalla stragrande maggioranza dei venezuelani, incluso quelli che fino a poco tempo fa si dichiaravano sostenitori del governo Chávez.

I principali motivi delle proteste si fondano sull’insicurezza che ha raggiunto cifre paragonabili solo a quelle di paesi in guerra permanente, alla fine del 2013 si sono registrati 25.000 omicidi, senza tener conto delle rapine, dei sequestri, violazioni, furti, ecc... poi c’è l’inflazione del 56,2%, riconosciuta dallo stesso Nicolas Maduro, e frutto delle letali politiche economiche varate nel corso degli anni. Il “Bolìvar Fuerte” è la moneta più svalutata al mondo, la mancanza di cibo è una deplorevole realtà che i venezuelani giorno dopo giorno devono affrontare... il tutto in uno stato ricco della rendita del petrolio che ha visto un notevole incremento nei guadagni (dello stato) raggiungendo un prezzo intorno ai $ 100/ barile nei ultimi anni.

In questo momento siamo la voce di un popolo oppresso che attraversa un capitolo oscuro e incerto nella propria storia, che desidera fortemente risorgere e trovare nuove vie per la crescita e lo sviluppo, siamo i Venezuelani del Mezzogiorno / Venezolanos de Mediodía, un gruppo indipendente e spontaneo di venezuelani residenti per lo più al Sud d’Italia, alcuni studenti o lavoratori, altri trasferiti per amore e altri ancora italiani vissuti in Venezuela e figli di Italiani nati sempre lì, insomma venezuelani di nascita o di cuore.
Confidiamo nella vostra solidarietà e nel vostro buon senso, aiutateci a denunciare la violazione dei diritti umani che subisce il popolo venezuelano. I nostri fratelli venezuelani non possono essere abbandonati alla loro sorte mentre vengono oppressi con violenza del regime tirannico di Nicolas Maduro e Diosdado Cabello.

Dal 12 Febbraio... al 5 Marzo



Oggi 5 marzo si commemora la morte di Hugo Chavez Frias, una parte del Venezuela lo rimpiange... l'altra gran parte si batte oggi per le strade cercando soluzioni a gravi problemi che affettano a tutto il popolo, indifferentemente della posizione sociale o del credo ideologico, il governo del suo successore, Nicolas Maduro, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso...

In un paese democratico non può essere tollerata né deve essere concessa la repressione della manifestazione, la criminalizzazione dell’opposizione, il divieto alla libertà di espressione, la censura dell’informazione.

Un governo democratico ascolta la voce del suo popolo, che è -in Venezuela secondo la Costituzione- democratico, partecipativo e protagonista, multietnico e multiculturale. 
Lo Stato democratico non zittisce con brutalità e vigliaccheria.

Dal 12 Febbraio scorso il Movimento Studentesco è sceso in piazza per manifestare:



le domande
Il grave problema di insicurezza che si vive in tutto il paese. Alla loro ragione si aggiungono, l’alto tasso d’inflazione applicato da gennaio (56%), in più scarseggiano i prodotti e alimenti basici ome il latte, zucchero, olio e caffè, la carta igienica e il dentifricio tra tanti altri, nonchè la liberazione degli studenti detenuti nelle precedenti manifestazioni pacifiche nella regione del Tachira.











le risposte 
Diosdado Cabello criminaliza agli opositori e riaffirma il sostegno ai collettivi armati...


... LO STESSO DIOSDADO CHE COSPIRA. 
https://www.youtube.com/watch?v=QVV1BsDPOk8&list=PL85Wmf-pJZ9_wrL9B_NhbU42PqUBtBDIS

l’informazione 
I mezzi nazionali tutti censurati e il comunicato della UNASUR manipolato da Elias Jaua in rappresentanza del regime
https://www.youtube.com/watch?v=V2dLl_dhseU



le azioni 
Leopoldo Lopez, leader dell'oposizione, incriminato dal governo venezuelano si consegna alla Guardia Nacional
 

Nicolas Maduro attacca e censura la copertura dei mezzi di comunicazione...

Repressione violenta contro gli studenti manifestanti...

https://www.youtube.com/watch?v=mxqDt4YANNU


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dalla sera del 6 Dicembre del 1998, sera in cui il Consejo Nacional Electoral diede il 1° bollettino ufficiale dei risultati delle elezioni, è difficile individuare quando si supera quella linea sottile tra ideologia e realtà. E’ stato, da allora, un susseguirsi, una “mezcla” di idee, contraddizioni, passioni, rivendicazioni, suggerimenti, incitamenti ed incitazioni, che è diventato così dannatamente personale e soggettivo l’interpretazione e il significato da attribuire al personaggio emblematico di Hugo Rafael Chavez Frias e alla sua eredità.

Gabriel Garcia Marquez, scrittore colombiano forte sostenitore del castrismo, scrisse della sua esperienza con Chavez. Infatti, in “L’enigma dei due Chavez”, Marquez resta nel dubbio e lo confessa:

“Un politico sincero che pensa al benessere collettivo del suo paese o solamente un tiranno in più nel continente?”.

Riprendo un concetto semplice e lo ripropongo: la storia, poi, lo dirà…

Ora mi invito e vi invito ad abbandonare ogni personale pensiero, qui la politica diventa obsoleta se si è costretti a vivere nelle difese dei propri diritti, continuamente strangolati e soffocati dalla prepotenza, dalla propaganda, dall’omertà.

venerdì 28 febbraio 2014

Esistono i motivi per le proteste in Venezuela?


Nel 1989, una rivolta  sociale in Venezuela, soprannominata “EL CARACAZO”,  fu il risultato del  malcontento della società Venezuelana davanti al deterioramento del livello di vita.
L’inflazione era del 45,3%, si aggiunse poi la disuguaglianza sociale ed economica del popolo venezuelano e l’annuncio dell’aumento della benzina, esplose così la rivoluzione involontaria dei venezuelani.
Questa crisi portò, in seguito, ai due colpi di Stato che si verificarono due anni dopo, uno dei quali ad opera del defunto Tenente Colonnello Hugo Chàvez Frìas, i sovversivi, giustificati dala grave crisi, attuarono il colpo di Stato con conseguenze che tutti conosciamo.



Oggi, dopo più di 15 anni di rivoluzione e in nome di un popolo che ha consegnato il potere nella speranza di risolvere i propri problemi, è diversa la situazione in Venezuela?. Purtroppo dobbiamo dire di no! Al momento, l’inflazione è del 56,2%, riconosciuta dallo stesso Nicolas Maduro, e frutto delle letali politiche economiche varate nel corso degli anni. L’erroneamente chiamato “Bolìvar Fuerte” è la moneta più svalutata al mondo, la mancanza di cibo è una deplorevole realtà che i venezuelani giorno dopo giorno devono affrontare, l’insicurezza ha raggiunto cifre paragonabili solo a quelle di paesi in guerra permanente, alla fine del 2013 si sono registrati 25.000 omicidi, senza tener conto delle rapine, dei sequestri, violazioni, furti, ecc.

Il tutto, davanti agli occhi di uno stato negligente e complice, che ha provveduto ad armare ed istruire i criminali del paese. Per citarne, solo, alcuni aspetti della grave crisi sociale, politica ed economica in cui versa il Venezuela, perché è difficile ammettere che il trionfo più rilevante di questo regime è la divisione tra la popolazione venezuelana in due schieramenti: chavisti ed oppositori. Siamo divisi e ci combattiamo a vicenda.


Hanno consegnato la ricchezza del paese a Paesi stranieri per comprare le coscienze e proteggere i propri interessi. Perciò, ora, paesi come Cuba, Nicaragua, Argentina, Bolivia, Ecuador, Uruguay tra gli altri, che sono stati favoriti dalle risorse venezuelane, tacciono, appoggiando il governo, rendendosi complici degli omicidi e della barbarie che si vive in Venezuela. Voi, signori rappresentanti di questi paesi, avete la mani macchiate di sangue venezuelano. 

Se, nella Venezuela fine anni ’80 erano motivate la protesta e i colpi di stato, ora più che mai gli stessi e peggiori problemi ci obbligano ad uscire per strada a manifestare contro questo regime disattento e marionetta dei cubani. 

BASTA insicurezza, BASTA criminalità impune, BASTA repressione, BASTA censura e politica bavaglio, BASTA mancanza di cibo, BASTA  inflazione al 56%, BASTA con le inefficiense di uno stato totalitario e tirano...


VENEZUELA NON ARRENDERT!!!

CARLOS EDUARDO SALCEDO RODRIGUEZ